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Metodologia

Movimentazione Nell’ambito delle attività del progetto sono state condotte campagne di rilievi ed analisi sui residui di posidonia spiaggiata, al fine di raccogliere informazioni utili sia a quantificare l’entità del fenomeno di spiaggiamento di queste biomasse sia a delineare la loro attitudine al riutilizzo. È apparso evidente come nei siti che tendono a favorire l’accumulo della biomassa (quali insenature, affioramenti rocciosi, ma soprattutto in presenza di strutture di protezione del litorale sia naturali che artificiali, fra cui scogliere e “pennelli”) gli accumuli sono permanenti e possono raggiungere dimensioni ragguardevoli, rappresentando un problema di difficile gestione, soprattutto laddove devono essere attuati interventi straordinari di pulizia.  Diverso è il caso delle spiagge “aperte”, dove i naturali fenomeni di formazione e demolizione delle banquettes rendono possibile valutare di volta in volta l’opportunità degli interventi di rimozione, anche nei casi di vocazione turistica della località.

Compostaggio Le attività sperimentali condotte hanno evidenziato alcune caratteristiche di pregio del materiale in questione come matrice compostabile e hanno consentito di sviluppare strategie per migliorarne l’attitudine al compostaggio. Dalle analisi effettuate è emerso come potenziali problemi siano l’elevata presenza di sabbia frammista al materiale vegetale e l’elevata salinità, soprattutto per la fase di compostaggio, mentre non sono emerse particolari criticità in termini di presenza di metalli pesanti (fattore questo su cui si concentra spesso l’attenzione dei compostatori nella scelta delle materie prime da avviare a compostaggio), neanche nei residui di posidonia accumulati in prossimità dei grandi insediamenti metropolitani ( il sito di Bari, nel caso specifico ).

Foglie di posidonia prima e dopo il trattamento con il setaccio rotativo (Foto Eco-logica srl)

La separazione dalla sabbia, operazione imposta anche dalla legge nel caso di rimozione dei residui dalle spiagge ma spesso di difficile realizzazione tecnica, è stata resa possibile grazie alla messa a punto del prototipo “Setaccio Rotativo”, progettato e realizzato nell’ambito del progetto P.R.I.M.E., che utilizza la stessa acqua del mare (evitando quindi di consumare ingenti quantitativi di acqua dolce) per la separazione dei residui dalla sabbia. L’operazione è stata effettuata direttamente sulla spiaggia al momento della rimozione dei residui dal litorale, in modo da lasciare in situ il sedimento sabbioso senza compromettere ulteriormente il bilancio sedimentario dei litorali e restituire l’acqua al suo naturale ambiente.

L’abbattimento della salinità è stato studiato attraverso la realizzazione del primo esempio di stoccaggio temporaneo su larga scala di residui di posidonia spiaggiata (circa 140 m3) con l’obiettivo specifico di ridurre la salinità sottoponendo in modo mirato il materiale all’azione dilavante delle piogge.  Durante lo stoccaggio il materiale è stato rivoltato al fine di evitare i naturali fenomeni putrefattivi. È stato dimostrato come al termine del periodo di trattamento la salinità dei residui è perfettamente compatibile con il processo di compostaggio; inoltre sono state acquisite informazioni sui tempi e sulle quantità di pioggia necessaria, e sui criteri per allestire in maniera opportuna l’area di stoccaggio. Il processo di compostaggio è stato realizzato in un impianto industriale attraverso test condotti su residui di posidonia di diversa natura (stoccati oppure appena raccolti), miscelati con diverse matrici tipicamente utilizzate per la produzione di ammendante compostato misto (fanghi di depurazione civile, frazione organica dei rifiuti solidi urbani, residui agroindustriali, etc.).

 
Comune di Mola di Bari ECO-logica s.r.l. CNR ISPA ASECO TECOMA