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La Posidonia oceanica (L.) Del. è una pianta acquatica, endemica del Mar Mediterraneo, appartenente alla famiglia delle Posidoniaceae. Forma grandi praterie sottomarine che si estendono sia su fondali sabbiosi che rocciosi. La pianta presenta delle radici, con le quali si ancora al substrato; un fusto di consistenza legnosa con funzioni di organo di riserva (rizoma) e lunghe foglie nastriformi riunite in fasci, di colore verde brillante che possono raggiungere 1,5 metri di lunghezza. Le foglie più giovani che si formano soprattutto in primavera, si trovano all’interno del fascio e rimangono attive sino all’autunno successivo, quando perdono la funzionalità fotosintetica  e, assumendo colorazione brunastra, si distaccano dal rizoma.

 Le praterie di posidonia sono incluse nella lista degli Habitat prioritari protetti della Direttiva Habitat della Comunità Europea (Direttiva 92/43/CEE). I Paesi europei che hanno designato i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), per la protezione dell’habitat prioritario delle “Praterie di posidonia”, sono: Italia, Spagna, Grecia, Francia, Cipro, Slovenia e Malta. Le praterie di posidonia svolgono una funzione chiave nell’ecosistema marino e nell’ecologia dell’ambiente litorale perché offrono a numerosi organismi marini protezione e riparo dai predatori, rappresentano fonte di alimentazione, sono in grado di produrre enormi quantità di ossigeno e di biomassa vegetale e rappresentano una barriera vegetale in grado di contrastare il fenomeno di erosione delle coste. Inoltre, la presenza di praterie di posidonia in buono stato di salute è un indice di qualità delle acque litorali in quanto la posidonia è particolarmente sensibile a tutti i fattori che inducono inquinamento, comprese le attività dell’uomo. Oggi le praterie, almeno in alcune zone del Mediterraneo, sono in forte regressione a causa di diverse attività antropiche come la pesca a strascico, le operazioni di ancoraggio dovute alle attività di diporto, gli interventi per realizzare infrastrutture portuali e turistiche; ulteriore minaccia è rappresentata dall’inquinamento delle acque. Nel periodo autunno-invernale la vegetazione della posidonia si rinnova e parte delle foglie senescenti vengono trasportate dalle correnti  sulle spiagge limitrofe alle praterie, dove i residui si accumulano anche in elevate quantità come detrito, dando origine ai naturali fenomeni di putrefazione. Lungo i litorali interessati è possibile individuare cumuli costituiti da foglie e da fibre di posidonia.

Gli accumuli di posidonia spiaggiata e di altre biomasse (alghe e piante marine) svolgono una funzione chiave nell’ecologia dell’ambiente litorale. Ad esempio, i residui riducono gli effetti dell’erosione costiera lungo i tratti di spiaggia sabbiosa e concorrono alla formazione e al mantenimento del sistema dunale, in conseguenza della caratteristica di trattenere notevoli quantità di sedimento sabbioso. Inoltre, con la loro naturale degradazione meccanica e decomposizione i residui forniscono un’importante fonte di nutrienti per la formazione della vegetazione dunale. La presenza di questi accumuli  è avvertita con disagio da bagnanti, operatori turistici e diportisti. Per tale ragione negli impianti di balneazione, nei porticcioli adibiti ad attività diportistica e in prossimità dei centri abitati, le Amministrazioni Comunali intervengono con la rimozione dei residui e con il conseguente smaltimento in discarica del materiale raccolto. Tuttavia, questi interventi comportano alcune implicazioni negative. In primo luogo, la rimozione degli accumuli di posidonia danneggia il fragile ecosistema costiero; la posidonia spiaggiata infatti rappresenta un elemento importantissimo del ciclo di vita delle spiagge ed influenza notevolmente la dinamica del profilo costiero. In aggiunta, il conferimento in discarica dei residui  determina pesanti ripercussioni ambientali ed economiche. Lo smaltimento in discarica deve infatti essere fortemente limitato a favore di forme alternative di gestione. Con il progetto “Posidonia Residues Integrated Management for Eco- sustainability” (P.R.I.M.E.) sono stati identificati alcuni criteri per la corretta gestione ecosostenibile di queste biomasse, indirizzando la sua attività scientifica verso la possibilità di riutilizzo dei residui per fini diversi dal conferimento in discarica. In particolare, nell’ambito del progetto sono stati svolti studi sulla possibilità di impiego dei residui di posidonia per la produzione di compost.

 
Comune di Mola di Bari ECO-logica s.r.l. CNR ISPA ASECO TECOMA